ECO GIOIELLI ANDROMEDA: UN VIAGGIO SENSORIALE ALLA SCOPERTA DI BIJOUX

Come in una battaglia tra arcani, i sensi si sfidano per dominare il nostro io, si prendono gioco delle nostre illusioni. Tra una folle risata e l’altra, ci mostrano le bellezze supreme della vita. Ebbro di vita è colui che s’abbandona ai piaceri dei sensi.

 

Vi presentiamo oggi l’ultima collezione di Simona Negrini, autrice del brand  Eco-gioielli AndromedA.

Sensation 32 è l’ultima collezione proposta da Simona, ispirata ad una serie di birre artigianali Made in Italy: un viaggio olfattivo ad occhi chiusi capace di evocare immagini nitide e fresche, fragranti e speziate, il cui percorso si snoda poi in un tour fatto di tappe artistiche. Nella nostra re-interpretazione ogni bijoux rappresenta una città da scoprire e portare con sé. Non solo una decorazione del look quindi ma un ricordo, un desiderio, un pensiero da indossare, per mostrare quel lato folle e poetico al contempo che, sotto la giacca, anima ognuno di noi.

3 sono le azioni necessarie per creare un Eco-gioiello AndromedA: guardare, ri-pensare e ri-progettare con metodo, nel rispetto dell'ambiente e del mondo in cui viviamo.

 

1. Come nasce la collezione Sensation 32?

Sensation 32 nasce dall'incessante desiderio di sperimentazione, da una sfida creativa che vede la simultanea, necessaria, coesistenza di tutte le facoltà sensoriali. La materia in quanto colore, forma, linea, superficie deve essere percepita nella totalità, mediante una visione animica  della realtà. Perché allora non trasformare gli aromi e i profumi del luppolo e del malto, in forma d'arte? Le birre 32 sono state straordinarie fonti d'ispirazione.  Ad ogni tappo un colore, ad ogni colore una birra, ad ogni birra un'esperienza sensoriale unica. 

 

2. Il riciclo artistico caratterizza la tua espressione creativa e riesci a dare fascino ad ogni assemblaggio. Quali sono i materiali che prediligi?

Le mie lodi vanno alla plastica: materia camaleontica, duttile e poliedrica. Prediligo materiali di scarto, industriali ma non solo; solitamente sono plastiche, gomme, come i tubi per annaffiare o imbottigliare il vino o alcuni distillati, tessuti provenienti da vecchi abiti, bottoni e fibbie vintage. La ricerca del materiale è difficile ma stimolante. Mi abbandono tra fondi di magazzini o di fabbriche, vecchie cantine o solai … tra la polvere si nascondono grandi sogni.

 

3. Amore per il recupero o protesta per le norme che governano il luxury system?

Se dal letame nascono i fiori, dai rifiuti nasce una nuova bellezza ri-visitata, reinterpretata e ri-vissuta in chiave ecologica ed ecosostenibile. Sicuramente AMORE per il recupero creativo. Il gioiello, lo indica l'etimologia del termine, è gioco e gioia. Non esiste ebrezza più appagante che il ridar 1000 vite alla materia. Essa diventa immortale, chimera per  noi esseri umani. Il luxury system? Elitario ed effimero.

 

4. Andromeda. Perché?

Perché quando il cielo è oscuro e l'uomo è compenetrato dalle tenebre, egli diventa un tutt'uno con le stelle. Anche un solo raggio stellare può rigenerare e portare nuova linfa alla vita spirituale. Tra settembre e gennaio, la costellazione di Andromeda fa bella mostra di sé...amo le notti autunnali.

 

5. Le tue creazioni sono spesso esposte in mostre decontestualizzate. Una scelta?

Certo, una scelta consapevole. Non vedo un nesso tra i miei eco-gioielli e la casa delle muse. Musei e gallerie d'arte li lascio agli artisti, quelli veri. Prediligo luoghi non convenzionali e non dedicati all'arte come fabbriche dismesse o negozi per il commercio equo-solidale. Di recente ho realizzato un'installazione presso una cella frigorifera di un vecchio macello. L'ambiente è un tutt'uno con l'opera creata, non è solo un semplice contenitore o una cornice di bellezza, è parte sostanziale ed integrante.

 

6. Dove è possibile trovare le tue collezioni?

Sul sito www.art-and-craft.it sono visibili tutte le collezioni. Sono inoltre stati dedicati, a Naturalia(s) e a Sensation 32, le ultime due collezioni anche dei video. Alcune creazioni sono poi in vendita presso alcuni atelier di moda critica del nord italia.

 

Grazie Simona per il tuo contributo.

 

A cura di Serena Ciarcià

 


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