IL BIJOU ETICAMENTE CORRETTO.

Delle volte accade che abili maestri orafi con un curriculum vitae di tutto rispetto ed esperienza decennale, spinti da un irrefrenabile voglia di ribellione ai classici canoni di lavorazione, decidano di seguire i propri ‘vorrei’ e dedicarsi al bijoux d’autore creando pezzi unici che seguono un percorso etico ed ecologico.

 

Parliamo di Eleonora Battaggia, docente di laboratorio orafo, innumerevoli presenze a mostre prestigiose dal 1983 ad oggi e una manualità creativa invidiabile; che ha di recente registrato il suo marchio decidendo così di lasciare l’insegnamento e dedicarsi full time alla creazione di bijoux. Le sue sono creazioni eticamente corrette, nate con criterio e studiate una alla volta fino a raggiungere l’armonia di volumi e colori in un equilibrio perfetto con l’ambiente.

 

OrnaMenti eco-contemporanei che guardano l’ambiente con rispetto. Quanto conta l’eco-sostenibilità nelle tue creazioni?

Tantissimo, nel senso che è uno dei motivi per cui ho preso le distanze dall’oreficeria, che purtroppo ha un certo impatto sull’ambiente e sulla dignità umana, dall’estrazione alla produzione. Così pur amandola, non mi è stato possibile accettarla dal momento che va contro ogni mia scelta di vita. Inevitabilmente assieme alla ricerca della libertà espressiva, c’è la ricerca di tecniche e materiali, il più possibile eco-compatibili, ma l’esperienza nel mondo orafo ovviamente mi influenza in ogni aspetto e cerco di sfruttarla al meglio.

 

Audacia e coraggio sono elementi che ti caratterizzano. Cosa ti ha spinto a registrare il marchio e lasciare l’insegnamento?

Non so se si tratti effettivamente di audacia e coraggio, è venuto tutto da se, naturalmente, era il mio obiettivo da sempre. Molti mi hanno presa per pazza e forse lo sono: avrei potuto continuare ad insegnare e creare come O.P.I.  invece ho scelto diversamente. Prima mi sono messa in part time, poi in aspettativa, fino a che ho dato le dimissioni, ho aperto p.iva e registrato il marchio. E anche questo fa parte della mia scelta etica, se posso dirla tutta… Ho insegnato per molto tempo laboratorio di oreficeria, ho trascorso anni intensi e bellissimi con i miei ragazzi, ma la scuola è cambiata molto (in peggio) e comunque ho sempre avuto altro in mente. Ho insegnato finché mi sono sentita di avere qualcosa da dare, poi mentre Caracol cresceva, ho capito che era ora di concentrarsi su di una sola cosa per poterla fare bene. Caracol è il risultato della mia ricerca sviluppata in anni, ci tengo troppo per non pensare di difenderla: registrare il marchio per me non è stata un’azione “commerciale” ma una scelta per tutelare la parte che reputo più preziosa del mio lavoro: l’unicità della mia esperienza e del mio progetto, l’unicità del mio modo di esprimermi e dell’idea creativa.

 

 

Hai mai subito casi di plagio?

Qualcuno ci ha provato. Il fatto è che persiste una mentalità sbagliata, quella in cui si pensa che tutto quello che si vede è copiabile, non si considera il diritto d’autore che inizia con il nascere dell’opera, che non avrebbe bisogno di registrazioni se ci fosse più rispetto e per il lavoro altrui e per le regole e soprattutto strumenti per farle rispettare. Esistono manuali, tutorial, corsi in cui l’idea è messa a disposizione di chi voglia realizzarla e di chi sceglie di dedicarsi ad un hobby piacevole e sacrosanto, ma deve essere dichiaratamente detto, altrimenti non è corretto e nemmeno legale copiare le idee altrui. Io penso sia essenziale costruirsi una base di conoscenze tecniche e culturali e poi ricercare un proprio modo di esprimersi, per fare qualcosa di buono, copiare è un fallimento per come la vedo io.

 

 

Perché Caracol ?

Caracol in spagnolo significa lumaca/ciocciola. Il suo disegno è una spirale che si avvolge in un crescere senza fine. El Caracol è l'osservatorio Maya di Chitzen Itza – Mexico e rappresenta il mio legame innato con questo popolo e questa terra. "Los Caracoles" in Messico sono spazi di autonomia delle popolazioni native. La lumaca rappresenta la lentezza che voglio compagna di viaggio per non perdermi mai la possibilità di ammirare e vivere il paesaggio. Ecco perchè Caracol.

 

I tuoi bijoux sono in grado di vestire e diventare protagonista di qualsiasi total look. E si evince che vi è una totale libertà da regole stilistiche e di tendenze a favore di un autonomia ribelle. Vuoi parlarcene?

Le tendenze, la moda in senso stretto mi interessano poco, magari posso subirne le contaminazioni com’è normale sia, ma la mia esigenza è proseguire su una strada di idee da raccontare. Non mi interessa la decorazione fine a se stessa se non c’è un contenuto. Non inseguo il colore della stagione, ma piuttosto l’atmosfera della stagione, l’idea che io ne ho, quello che mi suggerisce, quello che mi provoca e procura: per questo chiamo i miei pezzi ornaMenti con la M maiuscola. Cerco l’armonia delle forme, gli accostamenti di colore e consistenze, texture dei materiali, indipendentemente da quello che va in quel momento, voglio che i miei pezzi siano senza tempo, li realizzo con cura e con accorgimenti che li facciano durare. La ribellione fa parte del mio modo di essere, perché non mi piace accettare tutto senza guardarci dentro e senza riflettere se lo trovo giusto o meno: per ogni cosa o situazione esistono delle alternative magari migliori, ignorarle potrebbe essere una perdita. L’utilizzo dei materiali di riciclo è anche questo per me: una risorsa materica si, ma anche dell’anima.

 

 

Vincitrice di svariati premi, partecipi spesso a Mostre ed Esposizioni d’Artigianato, riscuotendo sempre curiosità e interesse nel pubblico. Parallelamente il Web ha giocato a tuo favore nella comunicazione del prodotto e nella vendita?

Partecipo a tanti eventi ed ogni volta è un arricchimento, torno a casa piena di tante soddisfazioni e nuovi stimoli. Incontro tantissima gente per caso o che mi segue via web e che vuole vedere e toccare i pezzi visti in foto. Sentire il loro apprezzamento, vedere mentre indossano Caracol è appagante. Mi confronto con tantissime persone e “colleghi” con cui condivido la passione per la creatività e l’arte, magari già incontrate nel web: questa è una cosa che rende il mio lavoro ancora più bello se mai fosse possibile, nascono amicizie e collaborazioni entusiasmanti.

Il web è la mia grande finestra sul mondo, da cui osservo e imparo molto. E’ anche la mia vetrina che mi permette di raccontarmi, di essere apprezzata e contattata, molto del mio lavoro si svolge anche da qui.

 

 

A cura di Serena Ciarcià


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Commenti: 1
  • #1

    Eleonora@Caracol (venerdì, 14 ottobre 2011 09:45)

    ...grazie al team e a tutti i "mi piace"!!!!