BIOMIMETICA: LA NATURA TRA ARTE E SCIENZA

“La biomimetica è un nuovo modo di vedere e valutare la natura basato non su cosa possiamo estrarre da essa ma su cosa possiamo imparare” (Janine Benyus).

 

Ricordate il Viaggiatore sopra il mare di nebbia di C. David Friedrich? Qui il sentimento panico della natura rivela la piccolezza dell’uomo nel confronto della vastità e grandezza della Natura; si tratta proprio del sentimento del sublime, così come lo aveva definito Kant, in quanto misto di sgomento e di piacere che è determinato dall’assolutamente grande e incommensurabile. Madre Natura, colei che tutto ha già creato, si rivela nelle scienze come nell'arte maestra indiscussa di bellezza e funzionalità; dal micro al macro cosmo, dalla flora alla fauna, essa rivela la sua perfezione. Una perfezione “naturale” che ha profondamente condizionato la conoscenza dell'uomo, concepita come modello, guida e misura da imitare e dai cui ispirarsi. I segreti della natura sono infiniti e l'uomo, da insaziabile ricercatore, ne coglie l'essenza per superare la limitatezza del suo essere e degli artefatti da lui ideati e creati.

 

Perché allora non imitare e sfruttare questi principi per creare sistemi funzionalmente vantaggiosi o che abbiano applicazioni utili nel quotidiano? Le attuali conoscenze, sia culturali che tecnologiche, hanno evidenziato nuove relazioni tra mondo naturale e artificiale; nella nuova concezione di società, intesa come “un ecosistema tra ecosistemi”, rivoluzionaria appare la Biomimetica. 

 

Valencia, città della scienza
Valencia, città della scienza

COS'È LA BIOMIMETICA

Per definizione la Biomimetica (Biomimetics o Biomimicry) è “lo studio consapevole dei processi biologici e biomeccanici della natura, come fonte d'ispirazione per il miglioramento delle attività e tecnologie umane”.

 

E' una scienza innovativa che imita il mondo naturale allo scopo di riprodurre artificialmente strutture, forme e materiali; essa permette di ottenere un elevato livello di efficienza e integrazione con l'ambiente, perché le tecnologie bio-ispirate nascono dall'ecosistema stesso. Non è caso che i campo di applicazione siano molteplici: architettura, urbanistica, design …

 

Janine Benyus, biologa, consulente per l'innovazione e presidente del Biomimicry Istitute, afferma che studiando gli ecosistemi, gli animali e i processi naturali, si può imparare come sopravvivere e creare condizioni ottimali per progredire nel rispetto dell'ambiente; la “cooperazione” è la regola fondamentale nel mondo della natura e la strategia da seguire per migliorare la qualità della vita.

 

La nascita della biomimetica si può datare al 1948, quando il chimico svizzero George de Mestral inventò il velcro ispirandosi ai pallini spinosi delle nappole, anche se le prime ricerche biomimetiche sono state effettuate negli anni '90 dal Centre for Biomimetics dell'Università di Reading in Inghilterra ed dal Centre for Biomimetics and Natural Technologies (CBNT) dell'Università di Bath.

Oltre al velcro tantissimi sono i prodotti biomimetici progettati, basti pensare al Lotusan, la vernice nata dagli studi del Botanico Barthlott sulla foglia del loto, la tuta di Fastskin Speedo, messo a punto osservando la struttura della pelle di squalo, al sistema di climatizzazione dell’Eastgate Building nello Zimbabwe ispirata al microclima costante dei termitai; e poi ancora gli adesivi strutturali sviluppati a partire dal Geco e dalle valve di alcuni molluschi, gli schermi piatti ispirati alle ali delle farfalle, i materiali idrorepellenti e idrofili come il guscio degli scarafaggi e infine le piccozze a forma di picchio. Non è un caso che anche nel design, dove forma e funzione, bello e utile, si uniscono, la biomimetica appare rivoluzionaria.

Attualmente la Biomimicry Guild è l'unica organizzazione, fondata da biologi, che aiuta architetti ed ingegneri a risolvere le problematiche che incontrano nelle strutture, avvicinandoli alla Biomimetica. In collaborazione con lo studio HOK hanno presentato un progetto per la futura città di Atlanta, studiando una sorta di pelle per questi edifici, cellule che si comportano come foglie, assorbendo CO2, acqua ed energia solare, per produrre ossigeno e raccogliere l'acqua per la rete idrica cittadina.

 

Matsys Design from concreteworks.com
Matsys Design from concreteworks.com

GLI ESEMPI

Anche se siamo ancora agli albori di una nuova era gli esempi sono tanti: dalla poppa del concept di yacht futurista Oculus che raffigura la mascella aperta di una balena, fino alle strutture a nido d'ape ideate dalla Matsys, uno studio di design (nato nel 2004) dove sperimentano nuovi tipi di materiali e texture nell'ambito della Biomimetica, in quanto aggregazioni di cellule-moduli a forma di esagono che vengono classificate come geometrie Voronoi.

 

Insomma pare strano che falchi, balene, calamari, api e farfalle possano “illuminare” le menti di scienziati, architetti, designer e creativi, ebbene sì Madre Natura si riconferma regina indiscussa di perfezione e bellezza, per una nuova concezione della vita all'insegna della sostenibilità.

 

A cura di Simona Negrini

 


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