LE LOGICHE DEL MERCATO DELL'ARTE E IL NOSTRO RUOLO

Conosci Paul Durand Ruel, Ambroise Vollarde o Daniel H. Kahnweiler? Mercanti d'arte, tra i più noti della storia dell'arte, menti tenaci già allora consapevoli del valore culturale ed economico dell'Arte. Probabilmente furono loro e la ricca asta che si tenne a Parigi il 2 marzo del 1914 a segnare il futuro del mercato dell'arte d'avanguardia, le cui regole difficilmente vengono accettate da una mente creativa che spesso le subisce, vissute come un freno alla libera espressione. Con nostalgia ricordo un grande genio come Piero Manzoni che, come molti dadaisti e surrealisti, si scagliarono bruscamente contro la commercializzazione e la mercificazione dell'arte, evidenziando i paradossi del sistema arte-mercato.

 

COS'É UNA LOGICA DI MERCATO?

Un prodotto, un fare, una merce, un evento mediatico? Come ci insegna Francesco Poli l'opera d'arte presenta una funzione estetica ed una extra-estetica (sociale, ideologica, economica), essa è soggetta a regole che definirei "relazionali", fatta di attori che hanno ruoli ben precisi e di luoghi altrettanto importanti.

 

Come una partita di ping pong: abbiamo una pallina (l'opera d'arte) da mettere in campo e molti, troppi, giocatori professionisti e non (galleristi, direttori di musei, critici, operatori, curatori, collezionisti) pronti ad ottenere il massimo punteggio, ovvero promuovere, valorizzare, vendere, fare business.

 

L'artista ha già fatto la sua parte, ha prodotto la pallina e l'ha messa in gioco, ora non resta che farla circolare.

Come il giocatore deve possedere spiccate doti fisiche, tra cui eccezionali riflessi e velocità, sensibilità nel tocco e notevole resistenza fisica e psichica, così l'artista dovrà distinguersi per originalità, specializzazione e attualità.

 

 

Come da manuale: l'opera d'arte è un prodotto finale con un suo prezzo di mercato solo nel momento in cui arriva a chi lo domanda attraverso adeguati canali di commercializzazione. I giocatori sono indispensabili, ma il campo di gioco è altrettanto rilevante, più è competitivo e prestigioso più l'esito della partita sarà positivo; case d'asta, gallerie e fiere d'arte, sedi museali incidono pesantemente sul mercato.

 

Volenti o nolenti sono i galleristi e gli operatori delle case d'asta (come la Christie's e la Sotheby's, risalenti alla seconda metà del XVIII secolo) che determinano, in modo talvolta discutibile, il valore dell'artista, delle correnti artistiche e degli oggetti d'arte; da esse dipendono scelte, orientamenti, mode che condizionano gli investimenti di danarosi acquirenti o appassionati collezionisti, sia pubblici sia privati.

 

 

IN QUESTA LOGICA DI RELAZIONI CHE RUOLO ABBIAMO NOI OSSERVATORI / FRUITORI?

Possiamo subire passivamente il fischio dell'arbitro e le acrobazie, troppo spesso viziate dalla speculazione dei battitori, oppure AGIRE, determinando gli altalenanti andamenti di mercato. Come? In poche e apparentemente banali battute:

  • partecipando ad esposizioni o performance d'artista di nostro gradimento
  • acquistando un catalogo d'arte o gadget, perché anche solo un biglietto d'ingresso ad una mostra può determinare il mercato e i bilanci finanziari, così come il click su uno dei tanti spazi virtuali del web.
Se possiamo fare qualcosa per l'arte e per i giovani creativi allora
non ci resta che partecipare alla partita e deciderne le sorti.
A cura di Simona Negrini

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