ARGILLA POLIMERICA. LA TECNICA MILLEFIORI

 

La tecnica ha origine dalla lavorazione del vetro, per la realizzazione delle famose “murrine”. Il termine “Murrino” è stato coniato nel 1878 dall'abate Vincenzo Zanetti, che tanto contribuì alla rinascita della vetraria muranese dopo un lungo periodo di crisi. Zanetti adottò questo termine per definire vasi e ciotole in vetro mosaico che i Romani facevano usando sezioni di canna (una bacchetta di vetro) che presentavano al loro interno, per tutta la lunghezza, disegni astratti o anche figurativi come volti, fiori e animali. Li chiamò così perché in qualche modo potevano ricordare gli oggetti che gli stessi Romani eseguivano usando la variopinta pietra murrina, che peraltro nessuno ha mai conosciuto. Da allora il termine murrino è rimasto e serve ad identificare sia le singole sezioni di canna sia l'oggetto ottenuto dalla loro composizione. 

 

IL PROCEDIMENTO CON L'ARGILLA POLIMERICA

Il procedimento durante la lavorazione dell’argilla polimerica non è poi molto diverso, riguardo la “meccanica” della composizione, le differenze riguardano prima di tutto la cottura, poi alcuni passi durante la realizzazione che per l’argilla polimerica possono essere pressoché infiniti.

 

 

 

Anche con il nostro materiale, si tratta sempre di realizzare un disegno, partendo dall’interno e andando verso l’esterno, fino a riempire tutto gli spazi. Si ottiene così una “canna” (anche questo termine deriva dalla tecnica originaria del vetro), si tagliano delle sottili fettine di questa canna e si compongono i disegni sul piano. Di fatto la varietà di manufatti realizzabili è infinita come le tipologie di disegni che è possibile comporre. Si tratta di un mosaico e il tema, le dimensioni etc. sono a discrezione dell’artista. Le tecniche base di solito comprendono la realizzazione di fiori e disegni geometrici, con un minimo di due colori. Con le tecniche più avanzate, è possibile realizzare disegni molto complessi dove la tecnica millefiori rappresenta solo uno dei passaggi necessari per ottenere il manufatto desiderato.

 

 

A cura di ClayArt (Rossella Puoti)


LA GUIDA SULL'ARGILLA POLIMERICA


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