I CARILLONS DI GOFFREDO COLOMBANI

Le luci si accendono, la musica invade l'atmosfera, la frenesia muove le mani, la giostra comincia a roteare e i sorrisi salgono a bordo. I carillons e le giostre in miniatura di Goffredo Colombani evocano antichi scenari, momenti magici ricchi di eccitazione e voglia di evasione dove farsi travolgere dal vorticoso movimento delle giostre. Il suo è un lavoro attento e minuzioso: realizza pezzi unici da collezione, lavorando a mano ogni singolo pezzo e scegliendo con cura i materiali più pregiati. Così da fonte di gioco e divertimento, la giostra diventa un tesoro prezioso da custodire con cura.

  

1. Quando hai cominciato la tua attività?

Sono artigiano dal 1977, quando decisi di iniziare una attività che mi gratificasse dopo aver provato il lavoro "sotto padrone" che mi andava decisamente stretto; quasi subito ebbi un discreto successo, soprattutto d'immagine ed attenzione dei media, dovuto anche alla particolarità del mio lavoro.

 

2. Come è nata la tua passione per la lavorazione del legno?

Ho avuto la "passione" per la lavorazione del legno sin da piccolo, ma solo durante il periodo universitario ho dovuto tramite "l'arte di arrangiarsi" intraprendere questo settore, all'inizio da autodidatta, poi con l'aiuto di alcuni liutai con i quali dividevo il laboratorio a Milano, nel quartiere ticinese.

 

3. Ogni prodotto racconta una storia, i tuoi carillions quali mondi mostrano?

Mi sono ispirato al mondo dei LUNA PARK sino agli anni 50, più precisamente, ai grandi caroselli di fine 800, giostre con cavalli, carrozze ed altri animali. Da piccolo feci in tempo a salirci e ad apprezzare l'atmosfera nostalgicamente decadente che mi ispiravano; sai, negli anni '60 esistevano ancora le ultime giostre in legno, ora in Italia solo prevalentemente rifacimenti in materiali sintetici di vecchi modelli, mentre in alcuni Paesi del resto d'Europa hanno conservato e restaurato antiche giostre rendendole ad oggi funzionanti. Negli anni ho anche affiancato la produzione di pipe scolpite in legni, usando la tecnica delle mini-frese su flessibile, figure mitologiche, draghi, serpenti, teste, teiere, ecc.

 

4. Quante ore di lavoro sono necessarie, in media, per realizzare un carillion?

Per i miei pezzi unici , possono essere necessarie anche 400 ore di lavoro. Per le piccole serie come il modello "carosellino" a 6 cavalli sono necessarie 20 ore di lavoro circa, mentre per le pipe, le più semplici sono contano circa 10 ore di lavoro, le più complesse anche 50 ore.

 

5. Quali materiali prediligi?

I materiali usati sono: legno di pioppo, di betulla e di abete di risonanza (per l'alloggio del carillon); per i cavallini dipinti utilizzo il tiglio; per gli stessi in legno utilizzo il bosso, radiche di amboin, thuja ed erica, maggiociondolo, ulivo, noce, ciliegio, pero e corniolo.

 

 

I meccanismi musicali sono della ditta svizzera REUGE, il top per i carillons: sono meccanismi che mediamente hanno dalle 28 alle 36 note e hanno un suono perfetto a differenza dei meccanismi orientali da pochi dollari che si trovano normalmente in commercio. Per i pezzi unici più grandi uso anche dei motori elettrici tedeschi per il movimento rotatorio, sono meccanismi anch'essi di qualità normalmente usati in vetrinistica.

 

 

A cura di Serena Ciarcià


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