STORIA DELLA CERAMICA DI DERUTA – DALLE ORIGINI AL PRIMO RINASCIMENTO

Le origini di Deruta rimangono in parte oscure, come dimostrano le diverse denominazioni che la città ha assunto nel tempo. Nonostante la presenza nello stemma di una pianta di “ruta” che sormonta una torre merlata, insieme con un grifo rampante coronato, il suo nome sembra con tutta probabilità derivare da Rupto, Direpta, Diruta, termine che evoca gli incendi e le distruzioni cui la città fu sottoposta nel corso del tempo. Numerosi sono i ritrovamenti di reperti risalenti all’età neolitica che attestano la presenza dei primi insediamenti umani e, soprattutto, di resti di età romana che testimoniano una diffusa presenza abitativa nell’area. Posta lungo il corso del fiume Tevere, Deruta fu baluardo di Perugia, così come testimoniato dall’aspetto di castello fortificato, conservato fino ad oggi, dal centro storico.

 

Sin dalla caduta dell’Impero Romano d’Occidente e fino all’anno 1000 Deruta è borgo fiorente, reperti risalenti al tempo manifestano il progressivo nascere ed affermarsi della futura arte creativa della maiolica.

L’arte di Deruta è una tra le più antiche, è documentata sin dal 1296 l’esistenza del toponimo “terra vasaria” che si accompagna a testimonianze anche in centri vicini come Marsciano, Todi e Torgiano villaggi di antica produzione laterizia. Gli elementi necessari sono i più semplici: Terra Acqua e Fuoco e da una manciata di argilla nascono i primi manufatti. Un processo di lavorazione considerato come monoeconomia già nel lontano 1300. 

 

 

All’ origine di questa attività vi è senz’altro l’esistenza sul posto di materie prime adatte alla lavorazione della majolica:

  • l’argilla : si tratta infatti di un materiale la cui caratteristica è l’estrema plasticità;
  • e la silice: per la composizione dello smalto atto a rivestire la terracotta.

Le produzioni di epoca medioevale hanno forme e decorazioni tipiche del periodo arcaico e sono composte da oggetti di uso comune di tipo domestico-utilitari dalle forme ricorrenti: panate, bacili, brocche, scodelle, piatti, e tazze. Sobri anche i motivi decorativi, geometrici, floreali, zoomorfi e araldiche basati sull’uso del marrone (manganese) e verde (ossido di rame); più tarda è l’introduzione del blu (ossido di cobalto). Un considerevole numero di reperti e testimonianze conservate tutt’oggi in musei ed in collezioni, dimostrano la continuità di produzione sin dal Medioevo.

 

Deruta e le sue colline di argilla, le comode vie di comunicazione e la vicinanza ad una città importante come Perugia sono i fattori determinanti dello straordinario sviluppo dell’attività ceramica che raggiunse il suo massimo lustro e splendore nel periodo magnifico periodo Rinascimentale.

 

A cura di Maura Martelli

Ceramiche Artistiche Torretti Deruta.


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Commenti: 1
  • #1

    marika (giovedì, 01 novembre 2012 15:54)

    wow