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FATTI DI CARTE. LE SCULTURE IN CARTAPESTA DI MARIAPIA GAMBINO

Fattidicarte. Mariapia Gambino
Fattidicarte. Mariapia Gambino
Fattidicarte. Mariapia Gambino
Fattidicarte. Mariapia Gambino

Amazon Partnership (libri)

Mariapia Gambino ha trovato il modo di rappresentare le sue illustrazioni in maniera tridimensionale, usando la tecnica papier machè e aggiungendo il suo stile personale. Così prendono forma storie che incantano, tanto leggere da portare lo spettatore in viaggio per mondi onirici. Sono oggetti che arredano, piccole sculture in cartapesta ricchi di poesia che donano personalità a pareti e ambienti, che tingono di magia gli spazi in cui abitare.

Dopo tanti esperimenti artigianali, FattidiCarte, il brand di Mariapia, è diventato una realtà consolidata. I suoi lavori sono stati esposti in gallerie e musei d’arte, riviste di settore si sono interessati ai suoi manufatti ed è bello leggere nelle sue parole come è stata capace di trasformare una passione nel suo lavoro.

 

 

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ARREDARE CON I VASI ANTROPOMORFI. DALLE TESTE DI MORO ALLE NUOVE FACE POT.

Etsy Partnership

La nuova tendenza dell’home decor è l’Urban Jungle nata dal desiderio di coniugare gli spazi abitativi con la natura. Così, il Greenery diventa il pantone colore più utilizzato nell’arredamento, le pareti si colorano di boschi grazie all’ausilio di carte da parati, e le piante da appartamento cominciano a popolare le nostre case. Importanti complementi di arredo tornano ad essere così i vasi.

 

Complice una nuova sensibilità all’arte dell’illustrazione, i vasi antropomorfi sono oggetto di studio progettuale e di collezionismo. Tanti i designer e gli artigiani che dedicano il loro lavoro alla costruzione di vasi le cui forme richiamano le fattezze di volti femminili e maschili. Alcuni di questi sono presenti su Etsy, ognuno con il proprio shop online. 

 

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IL MERLETTO AD AGO. COME SI FA.

Ph. collezione Luciana Molinis, collo Venezia
Ph. collezione Luciana Molinis, collo Venezia

Dopo una serie di articoli... civettuoli sul loro utilizzo nel mondo di oggi, vorrei proporvi un piccolo percorso di approfondimento, per capire meglio cosa sono e come si fanno i vari tipi di merletto. Inizio con quello più bello, difficile e prezioso: il merletto ad ago.

 

Il merletto ad ago, presente in molte regioni italiane in varie forme e con vari nomi, affonda le sue radici nell'arte del ricamo ed in particolare del reticello: una tecnica di ricamo sfilato in cui, lasciando solo pochi fili del tessuto originario come sostegno e sfilando e togliendo tutti gli altri, si ricostruisce parzialmente il tessuto costruendo con ago e filo una serie di motivi decorativi prevalentemente geometrici, ma che possono essere anche molto complessi.

 

di Alessandra Caputo, Merletto Italiano, collo gros point.
di Alessandra Caputo, Merletto Italiano, collo gros point.
di Alessandra Caputo, Merletto Italiano, collo gros point.
di Alessandra Caputo, Merletto Italiano, collo gros point.

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IL CROCHET SCULTOREO DI LUISA DE SANTI

opera di Luisa De Santi - Crochetdoll
opera di Luisa De Santi - Crochetdoll

L’uncinetto ai più ricorda manufatti di pregio della tradizione, accuratamente lavorati a mano per decorare tovaglie da tavola e copriletti, spesso realizzati nel colore base del cotone. Sono immagini che fanno parte dell’immaginario collettivo e che ognuno di noi conosce bene perché probabilmente ne ha ricevuto uno in regalo da un parente. Recentemente il suo utilizzo è stato completamente rivisitato in un movimento artistico di street art nato nel 2005 negli Stati Uniti e poi diffuso rapidamente nel mondo: si tratta dello Yarn Bombing, noto anche come Urban Knitting, tramite cui artigiani e artisti si uniscono a creare coloratissime opere con cui rivestire letteralmente arredi urbani come panche, lampioni, piazze. Il risultato è sorprendente e di sicuro impatto visivo.

Dal 2012 circa in avanti, sulla scia di questo movimento artistico, sono nate anche in Italia moltissimi Knit cafe, in cui gli appassionati dell’uncinetto si riuniscono per sferruzzare insieme davanti a una calda tazza di tè. Nel frattempo associazioni di settore (ne avevamo già parlato qui) e Saloni della creatività cominciano ad interessarsi a questa nuova tendenza creativa e a mostrare nei loro spazi incredibili mostre. Si vengono così a scoprire nuovi talenti e Artisti capaci di creare nuovi linguaggi visivi grazie al crochet. Alcuni già conosciuti all’estero, altri ancora sperimentali ma di notevole interesse.

 

Luisa De Santi è una delle migliori esponenti del crochet italiano.

Con i suoi lavori ha completamente stravolto l’uso tradizionale dell’uncinetto, osando con colori audaci e forme tridimensionali tramite cui costruisce interi scenari. Nel 2013 mi è capitato di vedere in mostra alcuni suoi lavori a Vicenza e da allora non ho smesso di seguirla. Ho deciso così di contattarla ed è nata l’intervista che segue grazie alla quale abbiamo modo di conoscere il suo percorso e i suoi lavori.

 

1. Nel 2013 hai esposto a Vicenza con una esposizione memorabile. Vuoi raccontarci?

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BORSE IN MERLETTO, STORIA DI UN AMORE.

Ebbene sì, borse e borsette: un accessorio antico e modernissimo, complemento indispensabile, che fa look e tendenza; poteva mai non essere una sfida, un banco di prova, per il merletto fatto a mano? In realtà più che una sfida è la storia di un amore quella che racconto oggi, perché di borse di merletto ne sono state realizzate tante nel passato e anche oggi non si contano le sperimentazioni, i progetti, i concorsi. Ma soprattutto dietro una borsa in merletto c’è tanto, tanto divertimento; perché quando si crea, come è noto, le mani lavorano e l’intelligenza si diverte.

 

Si gioca con il colore, con i materiali, con le tecniche, non disdegnando contaminazioni e trasgressioni, mantenendo comunque una riconoscibilità del merletto in quanto tale. Il che rappresenta una vera linea di tendenza per il settore, soprattutto in Italia: innovare sì, ma restando fedeli alla propria identità, in equilibrio tra la ricerca di un nuovo design e il rispetto della grande tradizione, del nostro saper fare.

 

Borsa in merletto, Maria Bisacco.
Borsa in merletto, Maria Bisacco.

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LA CUERDA SECA E LE CERAMICHE ILLUSTRATE DI VESTRELLI

Ceramiche Vestrelli
Ceramiche Vestrelli

La cuerda seca è un'antica tecnica utilizzata per dipingere la ceramica, introdotta dagli arabi in Spagna già nel '400.

Oggi gli strumenti necessari sono stati migliorati per consentirne un uso più pratico ed efficace e sono molti i ceramisti ad utilizzarla nei loro lavori. A distinguere ognuno è ovviamente lo stile e la modalità di disegnare immagini e storie; l'obiettivo comune di molti è utilizzare questa tecnica per ottenere un disegno lontano dalla tradizione e più vicino al gusto contemporaneo. 

Ne abbiamo parlato con Valeria Vestrelli, ceramista di professione, che utilizza questa straordinaria tecnica nelle sue ceramiche illustrate. 

 

1. Come sei diventata artigiana?

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LA PAPER CRAFT DI YELLOW PAPERMAN

Yellow Paperman
Yellow Paperman
Yellow Paperman
Yellow Paperman

C’è un artista in Puglia che porta creatività nelle installazione per il retail e che produce complessi manufatti home decor interamente realizzati con l’ausilio della carta. La paper art racchiude in sé moltissime tecniche di lavorazione ed è un movimento che diventa sempre più vivace.

Abbiamo intervistato Gianluca de Pinto, alias Yellow Paperman, per conoscere il suo percorso, quali sono le fasi di lavorazione e cosa consiglia a chi volesse avere un primo approccio con il mondo della carta. Ci ha raccontato le tecniche, le fasi di lavorazione, il suo lavoro in bottega, le carte e gli strumenti utilizzati, i segreti da applicare e i libri da leggere per un primo approccio alla paper-art.

 

 

1. Quando ti sei avvicinato alla paper art?

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I GIOIELLI AVANT-GARDE DI A DAY OF JUNE

I gioielli di ADOJ delineano nuove geometrie sulla figura umana, come a voler disegnare intorno alla sinuosità del corpo umano. Le linee si stagliano rigorose tagliando visivamente le superfici. Uno studio dal design minimale con cui sottolineare la cifra stilistica dell'Autrice.

 

Seppur affascinante il minimalismo ha sempre un tallone di Achille, il rischio di chi vi si avvicina è quello di rimanere imprigionato nell'essenziale. E in questo Debora dimostra invece tutta la sua forza espressiva, aggiungendo una seconda collezione dai contorni lavoratissimi, dedicata alla Lava e alle superfici che crea e copre il magma rovente. Così nascono gioielli da uomo e da donna caratterizzati da una materia lucente e increspata, stratiforme, che annega in sé pietre preziose. 

 

Debora ci racconta i suoi gioielli contemporanei, le tante collaborazioni che hanno visto i suoi bracciali su riviste di settore e video musicali, il suo desiderio di avere sempre un approccio diretto con il cliente e che rende vivo aprendo le porte del suo laboratorio ai futuri sposi che hanno voglia di creare da sé le loro fedi nuziali. Ho trovato quest'ultima iniziativa davvero singolare, dare la possibilità ad una coppia di realizzare la fede del partner per il grande giorno, con il suo supporto tecnico e pratico.

 

1. Perchè ADOJ?

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