mer

09

nov

2011

ARCHIVI DI MODA: UNA RACCOLTA PER NON SMETTERE DI IMPARARE

Nel momento stesso in cui pensiamo alla storia della moda ed al suo massimo successo, veniamo catapultati nel periodo del secondo dopoguerra, periodo di indiscussa fama internazionale ottenuta dalle case di moda italiane negli anni ’50. Tutto ciò che comprende i passi per arrivare a questi anni in cui sono state aperte le porte della moda alla, ai tempi, piccola produzione italiana, sono raccolte all’interno degli “archivi della moda”: raccolte di documenti cartacei, iconografici (disegni, foto, filmati e audiovisivi) che accudiscono e conservano con dedizione ogni passo significativo della moda italiana.

 

Grazie all’iniziativa dell’Associazione Nazionale Archivistica Italiana (ANAI), affiancata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e con il sostegno di prestigiose istituzioni è possibile conoscere il progetto “Archivi della Moda del ‘900”, dedicato al recupero e alla valorizzazione del patrimonio della moda italiana raccolto negli archivi del periodo. Il programma prevede un’intensa attività di ricerca, censimento e informatizzazione degli archivi, arricchita da seminari e dall’importante strumento del portale online dedicato al network di enti e istituzioni che lavorano per la tutela della memoria del proprio patrimonio documentario, dalle fotografie, ai bozzetti, alla corrispondenza, ai diari ed agli audiovisivi.

 

Il fine principe del progetto, giunto ormai alla sua terza edizione è quello di conoscere e conservare un’eredità che rischia di essere taciuta e dimenticata, aprendo un bellissimo baule colmo della storia “Made in Italy”.

Il prossimo appuntamento indetto da ANAI si propone di presentare e inaugurare il Portale degli Archivi della Moda, frutto della collaborazione tra la Direzione generale per gli Archivi e l’Associazione Nazionale Archivistica Italiana. L’evento si svolgerà il 14 novembre 2011 nella Sala Alessandrina dell’Archivio di Stato di Roma (Complesso di Sant’Ivo alla Sapienza, Corso del Rinascimento, 40).

 

A cura di Silvia Bertolini

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