gio

01

set

2011

IO SCELGO MADE IN ITALY

Se un giorno aveste voglia di girovagare per il web alla ricerca della nozione “Made in Italy”, rischiereste certamente di perdervi: sarà la sua capienza globale o semplicemente la sua profonda forza, ma questa ricerca apre le porte di un mondo immenso da esplorare. Wikipedia definisce l'espressione inglese Made In Italy come il processo di rivalutazione della produzione artigianale e industriale italiana che ha spesso portato (soprattutto negli anni 80) i prodotti italiani ad eccellere nella competizione commerciale internazionale. Attualmente il "marchio" Made in Italy è il terzo vocabolo al mondo per notorietà, dopo Coca-Cola e VISA ed è l’espressione che rende onore al nostro paese allontanandolo (fortunatamente!) dai numerosi stereotipi (i soliti pizza, pasta e mandolino) che troppo spesso ci rappresentano all’estero.

 

L’anno 1949 segna l’esordio della moda italiana quando, tornata finalmente la libertà, in Italia riaprono tutti i negozi e gli italiani, sentendo l’esigenza di cambiare per poter dimenticare, cercano di farlo a partire dall’abbigliamento. Il 27 Gennaio nella basilica di Santa Francesca a Roma, avviene quello che i più ritenevano il matrimonio del secolo, quello tra Linda Christian e Tyrone Power. Quel giorno la moda italiana conquistò il mondo:  il vestito della sposa era stato realizzato dalla boutique delle sorelle Fontana. Le numerose tv e  i giornali esteri che parteciparono fecero notevole pubblicità all'evento mondano e allo stile italiano. Fu l’inizio di un grande amore che continua tutt’ora: la moda italiana nel mondo.

I nostri sarti hanno il merito di aver contribuito al mito del Made in Italy, proiettando il nostro paese in tutto il mondo come modello creativo di stile, eleganza e bellezza. L’Italia è ora il regno dell’Alta Moda, con Roma Capitale Mondiale della Sartoria e del capo unico pensato, lavorato e realizzato ogni volta a misura del cliente esaltandone la figura ed i pregi.

 

E nonostante l’arrivo prepotente del prêt-à-porter negli anni ’80 (che ha quasi del tutto sovvertito le regole della moda fatturando più dell’haute-couture che oggi, presente in minime quantità crea esclusivamente per prestigio e per mantenere alto il nome storico, nonostante gli altissimi costi e tempi di lavorazione), del “pronto moda” negli anni ’90 e della “cineseria” nel 2000, la sartoria italiana ha continuato il suo percorso di crescita sempre alla ricerca del miglioramento dimostrando che questo settore, fatto di sensibilità, creatività ed artigianato, vivrà sempre e che nessuna macchina potrà mai dare al cliente lo stile, l’eleganza, la bellezza ed il calore umano che sanno regalare le mani di un sarto.

 

Oggi il nostro paese può ancora godere del puro hand-made grazie alle autoproduzioni di piccoli fashion designer che creano collezioni sulla scia delle limited-edition, e che rappresentano oggi l’unica categoria (o una delle poche) al 100% Made in Italy.

 

Vi presentiamo oggi Greta Pigatto come simbolo di mani giovani che creano moda: ogni suo capo è numerato, dipinto a mano e curato in ogni suo più piccolo dettaglio come un'opera d'arte. Più Italian hand-made di così…

 

 

A cura di Silvia Bertolini

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Commenti: 4
  • #1

    pamela e francesca (giovedì, 01 settembre 2011 21:27)

    noi siamo parte di ciò!

  • #2

    pamela maglie e francesca mazzotta (giovedì, 01 settembre 2011 21:31)

    visitate il nostro sito: www.magmajewels.it

  • #3

    Greta (venerdì, 02 settembre 2011 10:57)

    Bellissimo articolo Silvia e sarebbe ora di fare chiarezza su cosa è realmente il made in Italy, molto più di un'etichetta.
    Grazie per la citazione ^_^

  • #4

    Silvia Bertolini (venerdì, 02 settembre 2011 14:52)

    Il Made in Italy tanto, tanto di più di una piccola etichetta: è una cultura, un modo di vivere ed un bene raro che dobbiamo tutelare giorno dopo giorno e voi, mani di questo progetto, siete il futuro del Made in Italy!